Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011, p.88
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giovedì 19 aprile 2012
LA COMUNE NEL LECCESE
LA COMUNE NEL LECCESE, ITALY, EUROPE
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011, p.88
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011, p.88
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domenica 15 aprile 2012
COMUNITA' LA VALLE DELLA LUNA
COMUNITA' LA VALLE DELLA LUNA, Punta Testa, Sardegna, ITALY, EUROPE 1960 circa -



"La vecchia comunità hippie degli anni '60 si è progressivamente trasformata: ora arrivano i figli incuriositi dai racconti dei genitori, tanti stranieri che ne hanno sentito parlare, o ancora persone che la frequentavano in passato. Qui si possono incontrare viaggiatori da tutto il mondo, artisti, musicisti e persone spirituali. Questa è una delle ricchezze di questo posto che andrebbe mantenuta e sostenuta, senza lasciarsi troppo influenzare da scene non troppo piacevoli a cui può capitare di assistere... Tanti di noi si conoscono da anni e i litigi e le recriminazioni fanno parte del vivere comune, perciò se arrivate con l'intenzione di stare bene e di vivere ciò che la valle vi può dare di buono, troverete sicuramente quello che cercate. Ogni comunità libera sopravvive principalmente grazie al rispetto e alla tolleranza, se non di tutti, almeno di alcuni... Cercate di capire che spesso non è il caso di lasciarsi coinvolgere in discussioni e pettegolezzi, perché se non vivete in valle non saprete mai come sono veramente le cose e il vostro giudizio non può essere obiettivo...Da Maggio a Settembre si festeggia la luna piena con dei grandi falò, musica estemporanea e giochi con il fuoco. In particolare la luna di Agosto è da non perdere! Se cercate la tranquillità e il contatto con la natura, vi consiglio i mesi di Maggio, Giugno e Settembre." op. cit. da Sammy http://www.vagabondo.net/racconto-di-viaggio/la-valle-della-luna-s-teresa-di-gallura-sardegna
http://psiconautica.forumfree.it/?t=26163040



"La vecchia comunità hippie degli anni '60 si è progressivamente trasformata: ora arrivano i figli incuriositi dai racconti dei genitori, tanti stranieri che ne hanno sentito parlare, o ancora persone che la frequentavano in passato. Qui si possono incontrare viaggiatori da tutto il mondo, artisti, musicisti e persone spirituali. Questa è una delle ricchezze di questo posto che andrebbe mantenuta e sostenuta, senza lasciarsi troppo influenzare da scene non troppo piacevoli a cui può capitare di assistere... Tanti di noi si conoscono da anni e i litigi e le recriminazioni fanno parte del vivere comune, perciò se arrivate con l'intenzione di stare bene e di vivere ciò che la valle vi può dare di buono, troverete sicuramente quello che cercate. Ogni comunità libera sopravvive principalmente grazie al rispetto e alla tolleranza, se non di tutti, almeno di alcuni... Cercate di capire che spesso non è il caso di lasciarsi coinvolgere in discussioni e pettegolezzi, perché se non vivete in valle non saprete mai come sono veramente le cose e il vostro giudizio non può essere obiettivo...Da Maggio a Settembre si festeggia la luna piena con dei grandi falò, musica estemporanea e giochi con il fuoco. In particolare la luna di Agosto è da non perdere! Se cercate la tranquillità e il contatto con la natura, vi consiglio i mesi di Maggio, Giugno e Settembre." op. cit. da Sammy http://www.vagabondo.net/racconto-di-viaggio/la-valle-della-luna-s-teresa-di-gallura-sardegna
http://psiconautica.forumfree.it/?t=26163040
mercoledì 1 febbraio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
KERISTA COMMUNE
KERISTA COMMUNE, San Francisco, CALIFORNIA, U.S.A. 1971- 1991 (present)
parole d'ordine
( polifedeltà n. fideli a molti partner) ( comparsione n. l'opposto di gelosia, sentimenti positivi circa intimità altra del vostro partner)
http://www.kerista.com/
parole d'ordine
( polifedeltà n. fideli a molti partner) ( comparsione n. l'opposto di gelosia, sentimenti positivi circa intimità altra del vostro partner)
http://www.kerista.com/
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sabato 21 gennaio 2012
LA COMUNE DI TERRASINI
LA COMUNE DI TERRASINI, 30 Km. da Palermo,Sicilia,ITALY, 1970-1979
Si ricorda un film di Alberto Grifi "Non soffiare nel narghilè" (1970), girato nella comune hippy di Terrasini
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lisola-degli-hippy%3Cbr-%3Epop-e-nudismo-a-terrasini%3Cbr-%3Ecosi-nacque-la-prima-comune/2112143
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011 pp.33, 36, 37, foto 59, 64, foto 96,

Villa Fassini (edificio liberty), sorge alla periferia del comune, dove predomina il verde degli agrumeti e degli uliveti. Costruita dall’architetto Basile, la Villa è stata sede di una nutrita comunità hippy, punto di riferimento per una generazione proveniente dall’intero Paese e anche dall’Europa.
Si ricorda un film di Alberto Grifi "Non soffiare nel narghilè" (1970), girato nella comune hippy di Terrasini
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lisola-degli-hippy%3Cbr-%3Epop-e-nudismo-a-terrasini%3Cbr-%3Ecosi-nacque-la-prima-comune/2112143
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011 pp.33, 36, 37, foto 59, 64, foto 96,
giovedì 12 gennaio 2012
giovedì 29 dicembre 2011
WHEELER'S RANCH


http://www.aliciab4.com/updates/diary/3june/june16.htm
http://www.saradavidson.com/articleC3.html

in "THE 60s COMMUNES - Hippies and Beyind" di T. Miller, Syracuse University Press, NY 1999, pp.53/56,71, 78,161,172, ...
mercoledì 28 dicembre 2011
ALPHA FARM

Alpha Farm, Deadwood, Oregon, August 2004, foto di Joel Sternfeld _Experimental Utopia in America
http://members.pioneer.net/~alpha/index.htm
in "THE 60s COMMUNES - Hippies and Beyind" di T. Miller, Syracuse University Press, NY 1999, pp.75/77
http://members.pioneer.net/~alpha/index.htm
in "THE 60s COMMUNES - Hippies and Beyind" di T. Miller, Syracuse University Press, NY 1999, pp.75/77
martedì 27 dicembre 2011
CHILDREN OF GOD
CHILDREN OF GOD, Many location, 1968 - present
http://directory.ic.org/206/The_Family_International/images/678
http://directory.ic.org/206/The_Family_International/images/678

BLACK BEAR RANCH COMMUNE
BLACK BEAR RANCH COMMUNE, Forks of Salmon, California, U.S.A. 1968- present
mercoledì 21 dicembre 2011
ZENDIK FARM COMMUNITY
PROVENIENZA:
FONDATORE DEL MOVIMENTO:
COMUNITA': ZENDIK FARM COMMUNITY, (Zendik Art Farm)
FONDATORE DELLA COMUNITA’: WULF ZENDIK (scrittore americano, ambientalista, autore del romanzo A Quest Among The Sorpres)
LUOGO REALIZZAZIONE COMUNITA': San Diego ,Balstrop, Texas, U.S.A.
POPOLAZIONE:
ANNO DI REALIZZAZIONE: 1969 - present
ORGANIZZAZIONE POLITICA:
ORGANIZZAZIONE ECONOMICA:
in "THE 60s COMMUNES - Hippies and Beyind" di T. Miller, Syracuse University Press, NY 1999, p. 285

ORGANIZZAZIONE SPAZIALE:
TIPOLOGIA EDILIZIA:
TIPOLOGIA EDILIZIA:
lunedì 12 dicembre 2011
THE FAMILY COMMUNE
THE FAMILY COMMUNE,NEW MEXICO, U.S.A. 1968-1970
http://beinecke.library.yale.edu/utopia/uc22.html
THE FAMILY COMMUNE, 1968 - OREGON
240 ettari in un bosco scelto da BobCarey
240 ettari in un bosco scelto da BobCarey
http://beinecke.library.yale.edu/utopia/uc22.htmlvenerdì 9 dicembre 2011
LA COMUNE DI HOLIDAY
LA COMUNE DI HOLIDAY, 1967- ?, U.S.A.
in Walter Hollstein "UNDER GROUND", ed. Sansoni, Fi 1971, pp.171/172
http://utopiaecomunita.blogspot.com/2010/11/la-comune-di-holiday.html

in Walter Hollstein "UNDER GROUND", ed. Sansoni, Fi 1971, pp.171/172
http://utopiaecomunita.blogspot.com/2010/11/la-comune-di-holiday.html
LA COMUNE HIPPY di OVADA
LA COMUNE HIPPY di OVADA, Piemonte, ITALY 1970-1971
“Un giorno d’inverno del 1970, raccolte alcune coperte e qualche utensile agricolo, decidemmo di andare ad Ovada, un paesino posto sulle colline del Monferrato, per costruire una comune agricola. Questa nostra decisione non fu il risultato di una paranoia del momento e nemmeno un improvviso desiderio di avventura. Molti di noi avevano vissuto le esperienze comunitarie di Mondo Beat e le lotte degli ultimi anni. Alcuni avevano anche sperimentato la vita nelle comuni cittadine, ma si erano presto resi conto che non era sufficiente, per creare rapporti interpersonali diversi, dividere assieme una stanza e pochi oggetti d’uso. Più o meno tutti affrontavano la prospettiva di una vita in comune in un modo nuovo. La cultura tradizionale con la sua ipocrisia, vacuità e mancanza di sbocco, ci stava uccidendo. Eravamo fermamente convinti che la comune fosse l’unico e significativo modo di vita. Dopo avere ottenuto il permesso di accamparci in quei terreni (quasi subito revocato dal padrone), ci demmo da fare per rendere il posto abitabile, rimuovendo le travi e le tegole che stavano cadendo a pezzi, riempiendo le stanze e i fienili di oggetti, di scritte, di disegni, di vibrazioni e di felicità. I contadini del luogo ci accolsero come vecchi amici: mangiavamo spesso con loro, raccontandoci le nostre reciproche esperienze. Inoltre loro ci insegnavano i segreti della terra, felici di trovare in noi degli attenti discepoli. Dopo qualche mese le capre e le galline cominciarono a crescere di numero e con loro anche i membri della comune. E cominciammo a ricevere moltissime visite: molti venivano semplicemente per curiosare, ma altri volevano vivere la nostra stessa esperienza. Più aumentavamo di numero, più difficile diventava la nostra convivenza. Le cose da fare erano molte: curare gli animali, provvedere alla semina e ai raccolti, irrigare i campi. E poi c’erano i lavori domestici. Ma non ci scoraggiavamo e riuscivamo a trasformare il lavoro in gioco: così, ad esempio, lavare i piatti al fiume diventava un rito quasi sacro, smuovere le zolle del terreno una festa. Molto spesso di notte ci mettevamo tutti attorno a un circolo con tam-tam, armoniche, chitarre e flauti, alla ricerca di nuovi mezzi di comunicazione.” op.cit da i Selvatici
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/338/27.htm
a cura di Ignazio Maria Gallino "LA COMUNE HIPPY DI OVADA - Un'utopia vissuta - Storia immagini testimonianze" Archivio Storico della Stampa Underground, Milano 2008 pp. 181 ampliamente illustrate
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011, pp.107, 108

“Un giorno d’inverno del 1970, raccolte alcune coperte e qualche utensile agricolo, decidemmo di andare ad Ovada, un paesino posto sulle colline del Monferrato, per costruire una comune agricola. Questa nostra decisione non fu il risultato di una paranoia del momento e nemmeno un improvviso desiderio di avventura. Molti di noi avevano vissuto le esperienze comunitarie di Mondo Beat e le lotte degli ultimi anni. Alcuni avevano anche sperimentato la vita nelle comuni cittadine, ma si erano presto resi conto che non era sufficiente, per creare rapporti interpersonali diversi, dividere assieme una stanza e pochi oggetti d’uso. Più o meno tutti affrontavano la prospettiva di una vita in comune in un modo nuovo. La cultura tradizionale con la sua ipocrisia, vacuità e mancanza di sbocco, ci stava uccidendo. Eravamo fermamente convinti che la comune fosse l’unico e significativo modo di vita. Dopo avere ottenuto il permesso di accamparci in quei terreni (quasi subito revocato dal padrone), ci demmo da fare per rendere il posto abitabile, rimuovendo le travi e le tegole che stavano cadendo a pezzi, riempiendo le stanze e i fienili di oggetti, di scritte, di disegni, di vibrazioni e di felicità. I contadini del luogo ci accolsero come vecchi amici: mangiavamo spesso con loro, raccontandoci le nostre reciproche esperienze. Inoltre loro ci insegnavano i segreti della terra, felici di trovare in noi degli attenti discepoli. Dopo qualche mese le capre e le galline cominciarono a crescere di numero e con loro anche i membri della comune. E cominciammo a ricevere moltissime visite: molti venivano semplicemente per curiosare, ma altri volevano vivere la nostra stessa esperienza. Più aumentavamo di numero, più difficile diventava la nostra convivenza. Le cose da fare erano molte: curare gli animali, provvedere alla semina e ai raccolti, irrigare i campi. E poi c’erano i lavori domestici. Ma non ci scoraggiavamo e riuscivamo a trasformare il lavoro in gioco: così, ad esempio, lavare i piatti al fiume diventava un rito quasi sacro, smuovere le zolle del terreno una festa. Molto spesso di notte ci mettevamo tutti attorno a un circolo con tam-tam, armoniche, chitarre e flauti, alla ricerca di nuovi mezzi di comunicazione.” op.cit da i Selvatici
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/338/27.htm
a cura di Ignazio Maria Gallino "LA COMUNE HIPPY DI OVADA - Un'utopia vissuta - Storia immagini testimonianze" Archivio Storico della Stampa Underground, Milano 2008 pp. 181 ampliamente illustrate
Matteo Guarnaccia "UNDERGROUND ITALIANA", Shake edizioni, Mi-Rimini 2011, pp.107, 108
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LIBRE COMMUNITY
LIBRE COMMUNITY, NEW MEXICO, 1974-?
Dean Fleming studio di geodetiche a LIBRE



http://utopiaecomunita.blogspot.com/2008/01/hippie-drop-city.html
in "SHELTER" AA.VV., Shelter publication,1973 USA, pp.106/107



http://utopiaecomunita.blogspot.com/2008/01/hippie-drop-city.html
in "SHELTER" AA.VV., Shelter publication,1973 USA, pp.106/107
in "THE MODERN UTOPIAN",a cura di R. FAIRFIELD, ed. process media WA 2010, pp.115/119
giovedì 8 dicembre 2011
OLOMPALI RANCH
lunedì 5 dicembre 2011
TOLSTOY FARM



http://users.asisna.com/blacknettle/tolstoy/tolstoyfarm.html
in "THE MODERN UTOPIAN",a cura di R. FAIRFIELD, ed. process media WA 2010, pp.62/65
in "THE 60s communes - Hippies and Beyind" di T. Miller, Syracuse University Press, NY 1999, pp.23/26
martedì 29 novembre 2011
DROP CITY
DROP CITY, Colorado,U.S.A., 1966-1969

http://www.dropcitydoc.com/Home.html


http://www.dropcitydoc.com/Home.htmlhttp://utopiaecomunita.blogspot.com/2008/01/hippie-drop-city.html
in B. De Batté e G. Santinolli “Tra il dire e il fare: Utopia e comunità” Atelier Bizzarro- libreria Sileno editrice, Genova 1975; pp.101 e figura
in B.De Batté e G. Santinolli "Utopia e comunità, antologia", ed. plag_in, Busalla 2009; pp. 56/59
in B. De Batté e G. Santinolli “Tra il dire e il fare: Utopia e comunità” Atelier Bizzarro- libreria Sileno editrice, Genova 1975; pp.101 e figura
in B.De Batté e G. Santinolli "Utopia e comunità, antologia", ed. plag_in, Busalla 2009; pp. 56/59
lunedì 28 novembre 2011
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