sabato 20 giugno 2009

COMUNITA' DOLCINIANA




MOVIMENTO: DOLCINIANO (millenarista)
http://www.torriste.it/81115.php

COMUNITA' : Apostolici/Dolciniani, una derivazione del francescanesimo .

FONDATORE DELLA COMUNITA’: FRA DOLCINO e FRA UMBERTO

LUOGO REALIZZAZIONE COMUNITA': TRENTINO E VAL SESIA (Italia)

POPOLAZIONE: più di 4000 seguaci di ogni parte d’Italia

ANNO DI REALIZZAZIONE: 1303/1304

ANNO DI ESTINZIONE: (1307 esecuzione di Fra Dolcino) si hanno notizie dei seguaci sino al 1374

ORGANIZZAZIONE POLITICA: Comunismo religioso
l'affermazione di uguaglianza tra maschile e femminile.
Fra Dolcino continuò il pensiero e l’opera di Gherardo Segarelli e degli apostolici. Il contenuto sociale ed economico che esiste, più o meno, in tutti i movimenti religiosi del medioevo, qui si mostra più apertamente. Le valli trentine , già battute dal movimento popolare religioso dei Patarini per tutto il duecento, furono il luogo della prima propaganda dolciniana. Fra Dolcino con Fra Umberto predicavano povertà ed eguaglianza, traendosi dietro contadini ed artieri. Il movimento in alcuni punti ricorda i Catari, gli Anabattisti e i Valdesi, come il ritorno alla vita libera e semplice dei primi discepoli, il nessun obbligo di obbedienza verso alcuno e l’annullamento di preti, frati e pontefici romani eletti dai Cardinali.
Il loro centro comunitario di organizzazione era la CREDENZA (dal verbo credere:credere in qualcosa).

ORGANIZZAZIONE ECONOMICA: Comunità dei beni "comunità carismatica":
Era obbligatorio per tutti lavorare senza alcun privilegio, i beni comuni venivano distribuiti secondo il bisogno di ciascuno.


ORGANIZZAZIONE SPAZIALE: NOMADISMO
Può esistere un monastero, ma esso è già possesso, spazio concluso, i Dolciniani rinunciano a tutto per la libertà, e pertanto diventano vagabondi per incontrare il dio della libertà.



voce Fra Dolcino in http://www.eresie.it/it/id334.htm
in G.Volpe “Movimenti religiosi e sette ereticali- nella società medievale italiana/ secoli XI-XIV” G.C. Sansoni S.p.A. editore, Firenze 1971; pp. 115/125
in B. De Batté e G. Santinolli “Tra il dire e il fare: Utopia e comunità” Atelier Bizzarro- libreria Sileno editrice, Genova 1975; p.34
in M. Olivares “comuni comunità ed ecovillaggi in Italia” edizioni Malatempora, Roma 2003; pp. 24/26

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